Si avvicina la Festa di San Giovanni e nelle nostre zone è il tempo di preparare il Nocino e, come per il ripieno dei tortellini, ogni famiglia ha una sua ricetta!!!!
Questa è la ricetta che utilizzava il nonno Guglielmo e che anche noi abbiamo provato alcuni anni.
Ingredienti: 30
noci con il mallo raccolte nel periodo di San Giovanni[1]
(24 giugno), 1 litro
e mezzo di alcool puro, gr 750 di zucchero, gr 2 di cannella, 10 chiodi di
garofano, la scorza di un limone tritata, 4 decilitri di acqua,
alcuni chicchi di caffè.
Procedimento: Lavare,
asciugare e tagliare le noci in quattro spicchi e metterli in infusione per 40
giorni, in un vaso di vetro della capacità di 3 o 4 litri , con l’alcool, la
cannella, i chiodi di garofano, la scorza di limone tritata, i chicchi di
caffè. Lasciare il vaso sul balcone o sul davanzale della finestra scuotendo di
tanto in tanto.
Trascorsi i 40 giorni filtrare
con una garza, aggiungere lo zucchero, quando sarà sciolto, versare l’acqua
indicata, mescolare bene e mettere in bottiglia. Sarà pronto dopo 30/40 giorni
di riposo.
Se il liquido risultasse
non ancora limpido filtrarlo ancora una volta.
[1] la tradizione puntualizza che per fare un buon nocino, le
noci devono prendere la guazza (rugiada) della notte di San Giovanni.
Questa è la ricetta presente nel libro di Sandro Bellei "La cucina Modenese"
Per un litro e mezzo occorrono: 21 noci acerbe, 10 chiodi di garofano, 2 centimetri di corteccia di cannella, 400 grammi di vino bianco, 250 grammi di zucchero
Raccogliete le noci verdi (i malli) nei giorni che intercorrono fra San Giovanni e San Pietro (24-29 giugno), tagliatene a metà una decina e in quattro parti le altre.
Mettetele a macerare, mescolando di quando in quando, per 5 settimane in un vaso di vetro a chiusura ermetica con i chiodi di garofano, la cannella e l'alcool.
Mettetele a macerare, mescolando di quando in quando, per 5 settimane in un vaso di vetro a chiusura ermetica con i chiodi di garofano, la cannella e l'alcool.
Dopo questo periodo, in cui avete tenuto il vaso al sole, travasate tutto in un altro vaso di vetro a chiusura ermetica e aggiungete lo sciroppo ottenuto sciogliendo a freddo, mediante scuotimento, lo zucchero nel vino.
Chiudete e non aprite più il vaso per sei mesi, almeno fino a Natale.
Io una volta l'ho fatto usando il lambrusco e il nocino è venuto bene.
Io una volta l'ho fatto usando il lambrusco e il nocino è venuto bene.
Quando il nocino è pronto filtratelo, imbottigliatelo e servitelo non prima che sia passato un'altro mese.
Questa la ricetta presente nel libro: la cucina dell'Emilia Romagna di Alessandro Molinari Pradelli
Occorrono: 29 noci a mallo verde raccolte possibilmente la notte di San Giovanni (24 Giugno), 1 litro di alcool a 90°, 500 grammi di vino bianco secco, 600 grammi di zucchero, 300 grammi di acqua, 3 chiodi di garofano, 2 centimetri di stecca di cannella, un pezzetto di scorza di limone (solo la parte gialla).
Strofinatele noci a mallo verde con un canovaccio, tagliatele in 4 parti utilizzando, possibilmente, una lama di legno o ceramica e infilandovi dei guanti (i malli anneriscono le mani).
Ponete lo zucchero in una casseruola su una fiamma moderata, versatevi l'acqua e riscaldate finchè lo zucchero risulterà perfettamente sciolto.
Ponete le noci in un vaso di vetro a bocca larga della capacità di circa 5 litri, versatevi l'alcool, il vino, lo sciroppo di zucchero raffreddato, le spezie e la scorza di limone.
Chiudete con un tappo di sughero perfettamente sigillante e ponete a riposare in un luogo soleggiato, avendo cura di ruotare e agitare il vaso almeno una volta al giorno: è necessario che il vaso prenda il sole da ogni parte. Abbiate cura di ritirarlo ogni sera, ponendolo in luogo tiepido: il freddo nuocerebbe all'infuso.
Attesi 40 giorni filtrate il liquido ottenuto, ponendo su un imbuto una carta filtro, reperibile presso i rivenditori specializzati in prodotti enologici o con una tela di stoffa lavata senza detersivi, versandovi il nocino.
Attendete almeno due mesi prima di sorseggiarlo a fine pasto.
ALTRA RICETTA LA TROVATE qui
Attesi 40 giorni filtrate il liquido ottenuto, ponendo su un imbuto una carta filtro, reperibile presso i rivenditori specializzati in prodotti enologici o con una tela di stoffa lavata senza detersivi, versandovi il nocino.
Attendete almeno due mesi prima di sorseggiarlo a fine pasto.
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