venerdì 17 febbraio 2023

Plumcake con cioccolato fondente e un pizzico di magia...

 Quanto tempo che non scrivo!!! Onestamente non sto sperimentando molte ricette, mi esercito soprattutto ad alleggerire le ricette classiche, senza togliere troppo  il sapore, perché andando avanti con l'età è meglio togliere un po' di zuccheri e di grassi (piccole variazioni sul tema) per star bene, aggiungendo qualche passeggiata in più che male non fa. 

Lo scorso pomeriggio ho scoperto di avere nel congelatore un sacchetto di cioccolato fondente rimasto dall'uovo di pasqua e mi sono detta; SPERIMENTIAMO!

Ho trovato in internet una ricetta di plumcake che mi ispirava (non burrosa) ed ho deciso di provarla aggiungendo del cioccolato fondente a pezzetti non troppo piccoli. 

Questa la ricetta:

Ingredienti: 3 uova, 140 grammi di zucchero, 1 yogurt intero bianco, un po' di vanillina, (si può mettere altrimenti uno yogurt alla vaniglia), un po' di latte, 80 grammi di olio (io ho messo quello di girasole bio), 270 grammi di farina, una bustina di lievito per dolci, 120 grammi di cioccolato fondente a pezzetti (io ho riciclato la cioccolata avanzata, ma si possono usare anche le gocce di cioccolato fondente). Per il pizzico di magia ho utilizzato un po' di preparato per i biscotti con le noci, fatti per Natale, che mi era rimasto ed avevo in freezer, composto da: noci tritate a cui va aggiunto zucchero, un po' di cioccolato e di cacao in polvere (senza dosi perchè va a gusto, il composto deve risultare dolce).

Procedimento: Rompere in una ciotola le uova, aggiungere lo zucchero e montare molto bene, aggiungere lo yogurt, l'olio e la vanillina continuando a montare il composto (io ho usato uno sbattitore elettrico). 

Aggiungere la farina setacciata con il lievito e mescolare bene, aggiungere un po' di latte per mantenere il composto morbido, incorporare il cioccolato fondente e versare il composto in uno stampo da plumcake imburrato e infarinato o ricoperto con la carta forno. 

Spargere sopra il plumcake il composto di noci e cioccolato, cuocere in forno preriscaldato a 165/170 gradi per 40 minuti..

E' risultato buonissimo ed è sparito subito. Quando lo rifarò proverò ad inserire almeno una foto.


domenica 21 marzo 2021

Pensieri in libertà e consigli di cucina

 E' il primo giorno di primavera ed è la prima volta che scrivo nel 2021, sto veramente diventando pigra.

In questo periodo di incontri virtuali, di preoccupazioni reali e amplificate dalle notizie dell'aumento dei positivi al Covid, quel senso di accerchiamento che senti quando anche i tuoi amici e parenti ti avvisano di essere positivi fanno passare la voglia di cucinare e sperimentare.

Resto una persona positiva e fiduciosa. La presenza dei nipoti, le tante cose da fare aiutano a stare concentrati e concreti. 

Realisticamente il mangiare bene resta un piacere che cerchiamo di mantenere. 

In questo periodo ci ritroviamo solo in tre ed ho tempo di curare di più le preparazioni dei diversi piatti:

ho iniziato a fare la pizza partendo dall'acqua tiepida, calcolandone mezzo litro abbondante per circa un chilo di farina, nella quale metto un po' di lievito di birra e un po' di zucchero e un poco di farina, mescolo bene e lascio riposare una decina di minuti, poi aggiungo pian piano la farina mescolando con una mano. 
Quando l'impasto inizia a prendere un po' di consistenza aggiungo il sale (4 cucchiaini di sale per 1 chilo di farina) e un po' di olio evo; pian piano aggiungo la farina fino a raggiungere la consistenza che voglio ( a me piace fare un impasto morbido, da poter stendere con le mani). Coprire l'impasto e lasciarlo lievitare nel forno spento con la lucina accesa qualche ora (se si vogliono tempi più stretti mettere una quantità di lievito di birra maggiore) poi continuare come d'abitudine a stendere la pasta nella teglia, farcirla come si desidera e lasciarla lievitare almeno un'altra mezz'ora. Scaldare il forno statico al massimo, quando raggiunge la temperatura inserire la teglia nella parte bassa del forno per 6-7 minuti, poi spostarla nella parte alta del forno per altri 5-6 minuti  (tenere sotto controllo la cottura perchè ogni forno è diverso). Allego comunque il link della pizza che avevo postato in passato.  http://isaporidichiara.blogspot.com/2011/11/pizza.html

A pranzo mangiamo molta verdura, quando faccio la pasta alterno vari condimenti: ragù, pesto alla genovese, matriciana, carbonara, sugo al pomodoro, in bianco, sugo pancetta e ricotta ...

Un sugo che in inverno faccio spesso è: Piselli e speck. 
In una padella metto olio o burro, un po' di cipolla, faccio rosolare aggiungendo dello speck tagliato a listelline. Per praticità uso piselli in scatola, li scolo e li verso nella padella , faccio insaporire, aggiungo u po' di sale e pepe, poi verso un po' di latte per legare il sugo, se lo preferite mettete della panna, quando il latte inizia a fare un po' di cremina aggiungo una noce di burro che impasto con un po' di farina per addensare il sugo, lasciar cuocere ancora qualche minuto e condire la pasta,

mercoledì 2 dicembre 2020

ZUPPA DI CIPOLLE

Questa ricetta è entrata nella nostra famiglia grazie a mio fratello Giovanni ed è diventata per noi una buona cena invernale (slurp!!!)

Questa è la sua ricetta per 6 persone.

Occorrono: Brodo di carne (almeno un litro e mezzo), 4 cipolle bianche abbastanza grandi, 2 cucchiai di farina, 80-100 grammi di burro, 1 bicchierino di brandy (se si vuole), 150-200 cc di latte, fette di pane che andranno abbrustolite, abbondante formaggio a pasta dura grattugiato (parmigiano, groviera, emmental...).

Tagliare a fettine sottili le cipolle. In un tegame abbastanza grande mettere il burro, scioglierlo e versare le cipolle che dovranno appassire molto lentamente (a fuoco lento)senza farle rosolare. 

Quando le cipolle saranno pronte (quasi collose) versare se si vuole il brandy (o cognac), aumentare la fiamma e lasciarlo evaporare.
Versare la farina e mescolare velocemente amalgamando bene il tutto.

Versare il brodo bollente e lasciar cuocere almeno 30 minuti, aggiungere poi il latte. 

Lasciare bollire ancora 5-10 minuti poi servire.

A parte preparare le ciotole o  piatti ben fondi in questo modo:
mettere in ogni ciotola 1 o 2 fette di pane abbrustolito (nel forno o in una padella,,,), mettere abbondante formaggio grattugiato e versare il brodo con le cipolle.

Se le ciotole sono resistenti al calore è possibile passarle alcuni minuti nel forno (funzione grill) per far gratinare.

Noi aumentiamo la quantità di cipolle e di burro per ottenere una zuppa veramente goduriosa.

Alla prossima!!!


giovedì 19 novembre 2020

Abbracci per sentirci meglio

Io amo moltissimo gli abbracci. Abbracciare, essere abbracciata.

Oggi leggendo il libro della professoressa Daniela Lucangeli "Cinque lezioni leggere sull'emozione di apprendere" ho trovato la motivazione scientifica di questa mia (ma non credo solo mia) passione.

Lei scrive: "Un interruttore che accende le emozioni positive pro-sociali è certamente l'abbraccio, il contatto fisico. Trenta secondi fra le braccia di qualcuno e il nostro cervello produce ossitocina. Molti studi universitari dimostrano che già dopo 20 secondi che abbracciamo inizia ad aumentare nel nostro corpo il livello dell'ossitocina e contemporaneamente si abbassano il battito cardiaco e la pressione sanguigna. L'ossitocina conosciuta anche come <<l'ormone della relazione>>, ha delle funzioni davvero straordinarie: ..... ha un ruolo determinante nel comportamento materno, nella creazione di un legame di affetto tra le persone (specialmente tra la mamma e il suo bambino) e nei rapporti sociali. Sembra essere anche collegata ai sentimenti di fiducia tra gli esseri umani; inoltre pare capace di ridimensionare i comportamenti di paura e di ansia e ridurre lo stress: limitando l'ansia sociale, infatti, permette la costruzione di relazioni migliori. ...... Quindi, quando siamo tanto stressati, tanto in ansia, tanto in pena, che cosa cerchiamo? Non certo chi ci valuta e ci giudica: noi cerchiamo un abbraccio e l'abbraccio non solo fisico, ma anche psicologico, simbolico... Basti pensare che lo sguardo può abbracciare, la voce con la sua intonazione può fare altrettanto, e perfino un gesto fatto da  lontano. Tali abbracci dicono che <<Io e Io>> diventa <<Noi>>: attraverso l'ossitocina ci aiutano a creare un rapporto di fiducia con l'altro e riducono le emozioni di timore, ci fanno percepire l'alleanza e ci trasmettono conforto."

In questo periodo c'è veramente bisogno di conforto. 

Impariamo ad abbracciarci anche solo con lo sguardo, la voce, il sorriso e permettiamo che un po' di dolcezza alberghi nei nostri cuori, questo ci può aiutare a sentirci bene e fiduciosi nel domani

Un grazie enorme all'autrice del libro!!!

Alla prossima. 

martedì 3 novembre 2020

Riflessioni autunnali

 Stamattina mi sono alzata con la voglia di scrivere, condividere con chi passa di qui alcuni pensieri.

Che anno particolare questo 2020! Un anno che faremo fatica a dimenticare,

La pandemia, il lock-down, questa seconda ondata ancora più destabilizzante ci obbliga a fermarci, rientrare in noi per capire cos'è quello tsunami di emozioni, paure e dubbi che ci scuote, ci sentiamo fragili, vulnerabili e tutto ciò ci obbliga a cercare in noi i punti fermi, le certezze, le radici a cui ancorarci per affrontare questa tempesta.

Che fatica!

Io non amo il virtuale, i social, fatico persino a parlare di cose personali per telefono, ho bisogno di relazioni faccia faccia, di "fisicità", di poter usare tutti i nostri sensi: vedere,  udire, toccare, odorare, gustare in particolare nelle relazioni con gli altri, ho bisogno di guardare negli occhi, stringere le mani, abbracciare per esprimere le emozioni che sento o condividere quelle che le persone mi esprimono, non riesco ad usare bene le parole, mi sembra che nessuna parola possa esprimere veramente il dolore provato o condiviso, la gioia, l'amicizia, il sentire profondo.  

Tutto questo contrasta molto con le limitazioni di questo periodo!

Ringrazio ogni giorno di aver avuto e avere una grande famiglia, non mi sono mai sentita sola: è bello avere nipoti che ti donano la loro spontaneità, il loro affetto e che ci obbligano a non chiuderci in noi stessi; è stato molto bello condividere il tempo e la vita, durante il lock down, con i due figli ancora conviventi con noi e scoprire come sono cambiati, cresciuti (rischiamo sempre di mettere per scontato chi ci è vicino), è stato importante condividere con Augusto e tutti i figli discorsi importanti sul senso della vita, sulla malattia, sul fine vita parlando con serenità; è bello avere fratelli e poterci raccontare i nostri problemi, condividere le fragilità, soffrire per la malattia e gioire per ogni piccolo risultato.

La vita è più forte della paura, non dobbiamo lasciarci sopraffare dalla paura, cerchiamo di vedere, sentire, toccare, gustare le cose belle che ci circondano, cerchiamo di mettere attenzione e cura nelle relazioni, di volerci bene e, per usare parole di San Paolo, <<Se possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti>>.

Un'abbracciatona a tutti coloro che leggeranno questo post.





sabato 16 maggio 2020

Torta dei tropici e Torta Margherita

In questi giorni in un commento ad una delle ricette prese dal libro di Lisa Biondi mi è stato chiesto se avevo anche la ricetta della torta dei tropici, la ricetta c'è, è semplice e fresca ed ho deciso di pubblicarla.

TORTA DEI TROPICI

Occorrono: 1 torta margherita, preparata in casa con la ricetta che pubblico o acquistata, del diametro di 20 centimetri e piuttosto alta, 6 banane, 4-5 cucchiai di zucchero a velo, 3 arance, 4 bicchierini di Rum o cognac, 500 grammi di noci con il guscio, 300 grammi di panna montata con zucchero a velo.



(foto tratta dal libro di "Lisa Biondi" DOLCI volume 6 di guide pratiche: Cucinare)

Sbucciate 5 banane e tagliatele a fette che metterete in una terrina con il succo di un'arancia, 2 bicchierini di rum e 2 cucchiai di zucchero a velo, lasciandovele per almeno un'ora.

Sgusciate le noci, tenetene a parte qualche gheriglio per la decorazione e tritate finemente le rimanenti.
Mescolate il succo di due arance con il rum.
Tagliate la torta in tre strati. Mettetene uno sul piatto da portata rotondo, bagnatelo con il succo di arancia, copritelo con uno strato di panna montata, uno di fette di banane ben sgocciolate e uno di noci tritate. Ripetete questi strati (torta-succo-panna-banane e noci) e terminate con il terzo disco di torta margherita bagnato con succo d'arancia. Spalmate tutta la torta con panna montata e guarnite la parte superiore con una corona di fette di banane (al centro del disco di torta) e una più esterna di gherigli di noci. Tenete la torta in frigo per 4-5 ore prima di servirla.

TORTA MARGHERITA  (Lisa Biondi) per 6 persone

Occorrono: 6 uova, 180 grammi di zucchero, 140 grammi di burro, 100 grammi di fecola, 100 grammi di farina, facoltativi 2 cucchiaini di lievito in polvere, a piacere 1 bustina di zucchero vanigliato oppure la scorza grattugiata di limone, zucchero a velo q.b.

Fate sciogliere il burro a fuoco bassissimo e lasciatelo diventare freddo.
In una terrina mettete i tuorli d'uova e lo zucchero, ponetela su una pentola contenente acqua calda e sbattete il composto con la frusta o il frullino elettrico finché avrete una spuma chiara e soffice. Levatela dal bagnomaria e continuate a sbattere finché il composto sarà diventato freddo.
Aggiungete poco alla volta le due farine setacciate insieme con il lievito, la parte grassa del burro sciolto (eliminando il liquido formatosi), lo zucchero vanigliato o la scorza di limone ed infine incorporatevi delicatamente le chiare montate a neve soda. Versate il composto in uno stampo rotondo largo 24/26 centimetri (oppure quadrato) unto e infarinato e fatelo cuocere in forno moderato per circa 40 minuti.
Sformate la torta dopo qualche minuto su una gratella e lasciate raffreddare.
Servitela cosparsa di zucchero a velo; a piacere potete farcirla con marmellata o crema.

mercoledì 25 marzo 2020

piccoli consigli

E' tornato freddo e con questi sbalzi termici c'è il rischio di ammalarci per raffreddamento  e in questo periodo dobbiamo proprio evitarlo.
Un piccolo consiglio, oltre a quello di stare in casa al calduccio il più possibile, è quello di riprendere le buone abitudini alimentari di una volta: zuppe, minestroni, brodo .... tutti ben caldi.

Oggi al volo ho preparato una minestrina con brodo di dado vegetale in cui ho cotto dei quadretti all'uovo ed ho arricchito la minestra con una buona "tardura" cioè uova sbattute con il parmigiano grattugiato che vanno versate nel brodo quando la pasta è quasi cotta.
E' necessario, prima di versare il composto di uova, metterci dentro un po' di brodo e mescolare bene per evitare che le uova si rapprendano immediatamente appena versate nel brodo. FACILE, VELOCE ED APPREZZATA DALLA FAMIGLIA.

Di seguito metto alcune ricette già pubblicate nel blog con l'etichetta MINESTRE.

ZUPPA DI PATATE QUI

ZUPPA ALLA BOLOGNESE QUI

VELLUTATA DI ZUCCHINE E PORRI QUI

STRACCIATELLA QUI

ZUPPA DI CIPOLLE QUI

QUADRETTI IN BRODO CON LE PALLINE QUI

MINESTRA DI CIPOLLE, PATATE E CAROTE QUI

ZUPPA IMPERIALE QUI

Le minestre del freddo 2: CREMA DI PISELLI, CREMA DI PORRI, CREMA DI SEDANO, CREMA DI LENTICCHIE   QUI

Le minestre del freddo: MINESTRA DI FAGIOLI, MINESTRA DI SPINACI  QUI

PASTA RASA O GRATTINI  QUI

Un caro saluto a tutti, un augurio di serenità e salute.

Vi abbraccio.   Maria Chiara



domenica 22 marzo 2020

una riflessione e una preghiera

In questo periodo così particolare, che ci spaventa, ci interroga, ci fa riscoprire le cose importanti; periodo in cui ci accorgiamo fino in fondo di quanto siamo fragili, è ancora più forte la ricerca del senso della vita, di Chi e Cosa può illuminarci, sostenerci. 
La fede in Dio, per noi cristiani la fede in Cristo, è una grande consolazione, un pozzo inesauribile a cui attingere forza per affrontare le difficoltà; gioia per riscoprire l'importanza dei gesti quotidiani di amicizia, condivisione, aiuto; gratitudine per chi sta dando tutto se stesso per l'attenzione e la cura a chi è malato; speranza e sostegno per chi ha perso un proprio caro.

Chiediamo al Signore di aiutarci a non chiuderci in noi stessi, ma ad aprire gli occhi per vedere le sofferenze e i bisogni, le qualità e i talenti delle persone con cui condividiamo la vita nelle nostre famiglie, nel nostro paese, nelle città e negli Stati di tutto il mondo. 
Non sono molto brava con le parole e mi affido a questa preghiera tratta da: Le preghiere di San Nicolò di Don Roberto Vinco e Don Marco Campedelli.

UN TEMPO PER CONTEMPLARE 

Dacci ancora un tempo, Signore 
Un tempo per pensare, 
per meditare sul mistero dell’universo, 
per contemplare il prodigio della natura.

 Dacci ancora un tempo, Signore 
Per accorgerci di quanto preziosa sia la vita,
 con i colori del mattino e il silenzio della notte,
 con gli incontri, le parole, i volti. 

Dacci ancora un tempo, Signore 
Per prenderci cura della terra,
 del nostro corpo,
 della nostra mente e del nostro cuore.

Dacci ancora un tempo, Signore 
Per sentirci responsabili degli altri,
 di tutti coloro dai quali possiamo imparare qualcosa di nuovo, 
per non finire nella solitudine.

Dacci ancora un tempo, Signore 
Per progettare cammini di pace, 
per lottare contro ogni forma di violenza e di guerra, 
per coltivare la stima per tutte le religioni e le culture del mondo. 

Dacci ancora un tempo, Signore 
Per ascoltare la Tua Parola, 
per cantare i Salmi la sera, 
per sentire quanto ci rallegri un sorriso,
quanto siano preziose le lacrime. 

Dacci ancora un tempo, Signore 
Per amare ed essere amati, 
per perdonare ed essere perdonati, 
per liberare, consolare, rallegrare e sentirci vivi. Amen

giovedì 25 luglio 2019

Radici (pensieri personali)

Oggi si chiude con la firma del rogito la vendita della casa dei miei genitori.
Si chiude un pezzetto delle nostre storie personali.
Mi vengono in mente le parole della canzone di Guccini:

<<....la casa sul confine dei ricordi,
la stessa sempre come tu la sai
e tu ricerchi là le tue radici
se vuoi capire l'anima che hai.

Quanti tempi e quante vite sono scivolate
via da te come il fiume che ti passa attorno,
tu che hai visto nascere e morire gli antenati miei
lentamente giorno, dopo giorno:
ed io l'ultimo ti chiedo se conosci in me
qualche segno qualche traccia di ogni vita
o se solamente io ricerco in te
risposta ad ogni cosa non capita.

Ma è inutile cercare le parole
la pietra antica non emette suono
o parla come il mondo e come il sole
parole troppo grandi per un uomo.

E te li senti dentro quei legami
i riti antichi e i miti del passato
e te li senti dentro come mani
ma non comprendi più il significato.

....... La casa è come un punto di memoria
le tue radici danno la saggezza
e proprio questa è forse la risposta
e provi un grande senso di dolcezza.>>

La poesia di Guccini riesce a rendere bene le emozioni che ho dentro.

Credo che siano proprio i legami che ognuno sente dentro di sè con i propri genitori, fratelli, parenti, amici che rendono eterna la memoria; la casa, i luoghi sono un punto di memoria, ma è quanto abbiamo vissuto a dare a tutto significato.

C'è una grande tristezza, ma anche tanta dolcezza e gratitudine per il babbo e la mamma, per ciò che ci hanno dato, ma soprattutto per quello che sono stati e continueranno ad essere dentro di noi.

giovedì 2 maggio 2019

Come cuocere il pollo ruspante in padella. Ricetta e consigli vari.

Abbiamo comperato due polli ruspanti, veramente ruspanti e "montanari": molto grossi, carne soda, più rossiccia.
Augusto me li ha tagliati a pezzi. Ho provato subito a cuocerne metà utilizzando i consigli che mi ha dato la signora Mara di Recovato, che in campagna alleva i polli che lei stessi macella e cucina, sono una squisitezza!

Questi i suoi consigli:
Tagliare il pollo a pezzetti. Mettere sul fuoco una grande padella, versare olio e burro poi sistemare i pezzi di pollo lasciandoli belli stesi con la pelle nella parte inferiore, a contatto con la padella; aggiungere rosmarino, salvia e aglio spezzettati, salare la carne e mettere mezzo bicchiere d'acqua. 
Lasciar cuocere a fuoco dolce (io in questa fase ho messo il coperchio sulla padella), se necessario aggiungere ancora un po' di acqua. Sentire con una forchetta il livello di cottura della carne. 
Verso fine cottura far rosolare la carne da una parte (io ho anche sfumato con un goccio di vino), poi girare i pezzi e farli rosolare dall'altra. Il tempo di cottura indicativo è di due ore.

Il pollo che ho cotto, avendo carni particolarmente sode, è arrivato ad essere tenero e ben cotto dopo tre ore, ma ne è valsa la pena: è stato spazzolato via in un attimo con tanto di scarpetta nel sughetto che si era formato. Buono, saporito, veramente un'altra cosa dai soliti polli.

Alla prossima ricetta! Ciao a tutti.